Giovanni PaceGiovanni Pace


Interventi come Presidente della Regione Abruzzo

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Prati di Tivo - Pietracamela, 5 luglio 2002
Cerimonia celebrativa dell’Anno internazionale delle montagne alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi


Signor Presidente, Ella conosce il popolo d’Abruzzo, è cittadino onorario di uno splendido paesello di questa Regione, un paese di montagna, ella sa del nostro senso dell’amicizia e della nostra religione dell’ospitalità; quindi il nostro saluto di benvenuto, anzi di bentornato in Abruzzo, che Le porgo a nome della Regione e mio personale, il nostro augurio di buon lavoro il nostro affetto, Le giungono così come sono espressi: sinceranente e senza retorica.

L’occasione della sua visita è quella di celebrare l’anno internazionale della montagna e di ricordare che la decisione, assunta dall’ONU nel novembre di quattro anni fa, deve servire per rendere più forte la promozione dello sviluppo sostenibile nelle regioni di montagna, assicurando il benessere delle comunità che le abitano e delle popolazioni delle pianure sottostanti. Il presupposto fondementale sancito dalle Nazioni Unite è di considerare la montegna come priorità globale per l’intera umanità. Allora se è vero che molte regioni montane lontane da noi sono afflitte da miseria e da povertà ed anche da devastanti guerre e carestie, il mondolibero e lontano da quella disperazione, deve sentire il dovere di attenzione fprte e di solidarietà alta.

Ma è pur vero che nelle nostre montagne sono presenti i problemi dell’abbandono e dell’invecchiamento dai qualidiscendono quelli del dissesto idrogeologica, i problemi di un degrado di tante testimonianze di una civiltà antica e di una cultura solida. Non è questo il momento di una relazione puntigliosa, ma posso dirLe, Signor Presidente della Repubblica, che -come classe dirigente di un territorio ampiamente di montagna- riteniamo che l’impegno assunto di conservarlo, assicurandogli sviluppo ed agevolando di evitarne lo spopolamento, ha il significato grande della rivalutazione morale e sociale di un’ampia fetta di regione.

Siamo impegnati, Signor presidente, proprio nello spirito con cui si celebra l’anno internazionale della montagna, ea riequilibrare il nostro territorio, a recuperare i centri storici di questi paesi, a proteggere i boschi, a bloccare lo spopolamento, a fare in modo che vi si torni ad esercitare quella splendida attività di artigianato, di coltivazione di prodotto, di sapori e di colori, che per lunghi secoli hanno costituito l’ossatura di questa regione. Siamo consapevoli che la chiave per avviare a soluzione quei problemi sta proprio nella valorizzazione dell’identità interna, delle attività locali della montagna, che magari vanno controcorrente, ma che esaltano però l’idea di uno sviluppo improntato sul formidabile connubio “modernità-tradizione”. Un moderno sviluppo saldamente radicato alle tradizioni di un popolo. Le consegno, Signor Presidente, questi impegni, pur sapendo che nella nostra regione qualche problema di risorse lo abbiamo: è inutile dirlo siamo una regione di grande dignità na non ricca.

Quesi limiti rendono più arduo l’impegno. ma con un po’ di fantasia, tanta volontà e con l’ausilio di quelle disposizioni, ancora da licenziare, che consentiranno di reperire a noi regioni le risorse necessarie e di fare come istituzione una politica delle entrate e della spesa nella certezza di un riferimento normativo compiuto, ce la faremo. Tutti assieme. Nel frattempo la Regione Abruzzo che, come Ella sa è molto avanti nella redazione del nuovo Statuto, vuole prevedervi l’esaltazione dei valori di cui Le ho parlato ed il coinvolgimento dell’impegno di quelle popolazioni e di quella classe dirigente.

Desidero salutare oltre a Lei e ringraziare per la loro presenza i Signori Ministri Alemanno, La Loggia e Matteoli, i Signori Parlamentari, senatori e deputati, i Presidenti delle province di Abruzzo ed i tanti sindaci, i presidenti delle comunità montane, i Presidenti delle Regioni, che ho avuto il piaceree l’onore di ospitare, di Valle d’Aosta, Sicilia, Calabria, Marche, Lazio e Molise ed i tanti splendidi cittadini di Abruzzo con il vescovo di Teramo le altre autorità civili e militari.

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