Reggio Calabria, 19/20 ottobre 2002
Convegno AN
Grazie al moderatore. Un saluto particolarmente affettuoso al Presidente Fini, ma un saluto ed un apprezzamento agli amici relatori che mi hanno preceduto. Io, devo portare qui il contributo del Presidente della regione Abruzzo. Una regione che geograficamente ma anche culturalmente è legata al sud, ma che è giustamente ritenuta dall’Europa una regione più prossima a quelle settentrionali, perché è uscita fuori ‘ dall’obiettivo uno ’ da qualche anno. Nel contesto europeo, è allocata economicamente in una posizione di centralità un tantino distante dal nord, ma molto prossima, però, a quelle regioni che, economicamente parlando, hanno iniziato da tempo un percorso di grande crescita.
Mi riferisco all’Umbria, alle Marche e a quant’altro. Però, non tutta la regione Abruzzo si caratterizza come territorio omogeneamente collocabile, allocabile in ‘ obiettivo due ’. Vi sono territori, vi sono sotto regioni, pezzi di sotto regioni, che non hanno paradigmi consoni a questa collocazione e i paradigmi, come voi sapete, sono di carattere economico. La lettura di alcune indagini statistiche riferite all’Abruzzo e a quest’ultimo periodo di tempo vedrebbero un arretramento delle posizioni. Mi riferisco alla SVIMEZ, che ha pubblicato recentemente uno studio riguardante il sistema delle regioni d’Italia e per l’Abruzzo non ha confermato quell’andamento che invece la vedeva andare forte sul percorso del progresso. Invece, vi sono altri studi statistici che vedono l’Abruzzo in crescita e mi riferisco, per esempio, alle proiezioni Unioncamere.
E’ certo, comunque, che oggi come oggi c’è un tasso di disoccupazione pari al 5,50%. E’ certo che un tasso di occupazione pari al 5,5% non si è mai raggiunto. Un tasso di occupazione di notevole spessore con il Pil al 2,20%. Cioè, siamo quella regione che sta al primo posto in Italia, in termini di Pil, e noi abbiamo, ovviamente, il riferimento al 30/09/2002. C’è un trend di crescita che è iniziato da lontano, motivo per il quale siamo usciti fuori ‘ dall’obiettivo uno ’. Però, amici miei, come ritengo si sia verificato storicamente in tutta l’Italia appenninica, c’è un Abruzzo particolarmente effervescente che dà ricchezza ma che non riesce a spalmare sul resto della regione questa ricchezza e quindi, di conseguenza, c’è un Abruzzo povero, che è l’Abruzzo Montano.
E’ l’Abruzzo interno che si caratterizza, e mi sembra che qui in Calabria e in Puglia sia un po’ la stessa cosa, si caratterizza come una regione dove il fenomeno dell’emigrazione non si è arrestato, anche si è molto attenuato rispetto al passato, e dove l’abbandono da parte dei cittadini dei vari territori, di molti comuni, fa nascere un’altra serie di problemi, come il dissesto idrogeologico e quant’altro. Allora cosa bisogna fare? Bisogna spendere bene le risorse che ti vengono assegnate dalla Comunità Europea, ma non soltanto, anche dallo Stato e i comuni devono attrezzarsi per spendere bene le risorse regionali. La ristrettezza del tempo che ho a disposizione non mi consente di articolare compiutamente il mio pensiero.
Ma quello che devo dire è questo: in Abruzzo abbiamo voluto e saputo fare una spesa oculata, puntuale e totale delle risorse; ad esempio, i fondi POP che abbiamo dovuto rendicontare nel giugno 2001. La Regione Abruzzo è l’unica ad aver fatto la rendicontazione al 100% e si è avvalsa anche della premialità. Abbiamo attivato una serie di meccanismi per cercare di coinvolgere il sistema dei Comuni e il sistema delle Province, perché vadano direttamente a Bruxells per attrarre quelle risorse che non hanno bisogno dell’interfaccia governativo e, in particolar modo, non soltanto i fondi strutturali come INTEREG 3 A e 3 B, ma quelli a bando. Abbiamo attivato una serie di rapporti con il sistema dei comuni, uno sportello che abbiamo chiamato ‘ lo sportello dei comuni ’, ma soprattutto il forum delle municipalità che io mi sono inventato, in attesa che venga fuori il nuovo Statuto Regionale; ogni quattro o cinque mesi mi sento con i sindaci e con questi mi rapporto.
Passo alla conclusione per dire che io temo che questo processo si interrompa se la regione Abruzzo, il governo regionale e la maggioranza regionale, con l’aiuto, lo stimolo, la censura, laddove è necessario, e l’attenzione alle cose che poi fanno la quotidianità della politica da parte delle opposizioni, dal primo gennaio 2003, non riusciranno a spendere compiutamente gli ultimi passaggi dei fondi strutturali come il Docup, l’ultima fase del Por , l’ultima fase del Piano di Sviluppo Rurale e non saranno in grado di attrarre le risorse che potranno arrivare dalla legge obiettivo, cioè il pacchetto Lunardi. Abbiamo la fortuna di avere un Sottosegretario abruzzese alle Infrastrutture, Nino Sospiri, lo conoscete tutti quanti, che è un ottimo anello di congiunzione.
Quello che ha detto Vozza in riferimento all’ipotesi di allargare la spesa, in ordine ai progetti della legge obiettivo attraverso accordi di programma quadro territoriali, per il coinvolgimento di più regioni e di più realtà, credo che debba essere riflettuto e seguito. Se noi non andremo a firmare subito gli accordi di programma quadro, se non attiveremo una serie di opere per realizzare quelle infrastrutture attraverso le quali potrà essere recuperato il disequilibrio territoriale, allora il trend della crescita si fermerà e io non avrò fatto bene il mio mestiere di Presidente della Regione Abruzzo. Però, siccome sono, tutto sommato, animato da passione e da voglia di lavorare, spero, con tutti quanti gli amici che mi stanno vicino e che con me collaborano, di vincere anche questa sfida.
Grazie.

