Pescara, 27 marzo 2002
Consiglio regionale straordinario
“L’ABRUZZO UNITO CONTRO IL TERRORISMO E PER LA PACE SOCIALE IN DIFESA DELLE ISTITUZIONI”
Non restituiamo la vita al Prof. Marco Biagi, non lo riconsegneremo agli affetti della famiglia, alla frequentazione dei suoi allievi che lo hanno amato, non ne recupereremo l’attività di studioso e di consulente di Governi, non avremo da lui consegnate ulteriori intuizioni, spesso geniali.
Rendiamo, però, un doveroso e sentito omaggio alla sua memoria, consegniamo il suo ricordo agli atti di questo Consiglio.
Ma credo che oggi facciamo qualcosa di più, che poi va nel senso che ci ha indicato la esistenza del Prof. Biagi.
Diamo energia e voce al sentimento di un popolo buono e desideroso di pace e di concordia, ma che è capace e pronto ad essere baluardo contro la criminalità ed il terrorismo; diamo – come Istituzioni e come rappresentanti della Società, tutte le componenti, Sindacati, Partiti, Enti e Associazioni - un monito forte e rigoroso a chi tentasse di infrangere il patto di solidarietà che si instaura tra le persone che formano una società civile; vogliamo far conoscere che siamo una forza impegnata a difendere il lavoro, lo sforzo, le speranze che gli uomini di questo Abruzzo pongono sulla via del progresso e della crescita, sul percorso di una vita migliore per tutti in questo territorio e lo fanno desiderando la pace.
Possiamo trovare divisioni sul modo di concepire il mondo e la vita, siamo persone che fanno politica e devono trovare soluzioni ai problemi dell’esistenza ma siamo, al tempo stesso, consapevoli che le diverse opinioni rappresentano il sale della crescita e che i contrasti, anche i più duri, alimentano e danno forza a quelle soluzioni. Su un concetto, però, non potranno mai esservi dubbi e cioè che non esistono divisioni nella lotta al terrorismo, una lotta che va condotta con l’unità di tutti e con energia.
La guerra civile è la più incivile espressione che possa verificarsi tra gli uomini.
Per questo, vogliamo dire che non sarà il terrorismo a vincere, ma saremo noi, uomini che abbiamo trovato la voglia di vivere nelle esaltazioni del confronto, cui ci hanno educato tante vittime innocenti, tra le quali l’ultima è Marco Biagi, una vittima innocente nel senso più vero del termine, per il suo lavoro di fine giurista che lo vedeva quotidianamente impegnato alla ricerca di soluzioni efficaci per il pianeta lavoro, per il suo impagabile spirito di servizio che lo ha visto operare dietro le quinte, all’ombra di Ministri che lo stimavano e che si fidavano ciecamente di lui, delle sue intuizioni e della sua conoscenza della politica di Bruxelles ma soprattutto per le sue straordinarie doti umane che lo hanno portato a collaborare con Governi di diverso colore politico senza che questo potesse sminuire minimamente la sua credibilità.
Oggi siamo qui a ricordarlo ma vogliamo dire di essere consapevoli che saremo tanto più vittoriosi contro la criminalità ed il terrorismo quanto più saremo uniti; e qui in Abruzzo siamo uniti tutti quanti, senza rinunciare alle proprie idee, alla propria appartenenza ed alle proprie intuizioni, ma il filo conduttore della nostra passione e del nostro impegno è quello della libertà e della lotta ai crimini, ed i terroristi sono criminali più di altri.

