Giovanni PaceGiovanni Pace


Interventi come Presidente della Regione Abruzzo

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2003
Prolusione Convegno Forza Italia


Un saluto agli Amici di Forza Italia, grande partito italiano. Bentornati Sandro Bondi e Fabrizio Cicchetto, cui spetta un ruolo importante e difficile, da svolgere per F.I. e per la nostra Nazione. Un saluto particolare, e una sottolineatura della preziosità della presenza, ai Segretari regionali dei Partiti che compongono la Casa della Libertà, un particolare saluto ai Sindaci qui presenti, cui va il mio affettuoso ringraziamento per l’opera meritoria che svolgono, opera difficile, complicata, resa ancor più complicata dalla litigiosità e dalla capacità di raccontare bugie della Sinistra: noi stiamo battendo, giorno dopo giorno, l’opposizione.

Giorni fa sono stato audito dalla Commissione per le Politiche Comunitarie, ho dimostrato, cifre alla mano, che la Giunta ha effettuato la spesa comunitaria nei termini e nei tempi stabiliti dalle disposizioni di legge, e i Consiglieri di opposizione, come ben sanno i Consiglieri Regionali qui presenti, hanno dovuto chiedermi scusa per le bugie dette in proposito. Infatti, abbiamo fatto la rendicontazione 4 mesi prima, superando il tetto da rendicontare del 33%, a dimostrazione di una capacità di fare governo, di dare risposte, di fare spesa mai verificatasi nel Centro Sinistra. L’Abruzzo, fino al 2000, rientrava tra le Regioni incapaci di spendere le risorse comunitarie; questo gap è stato superato anche grazie agli Assessori di F.I., puntuali, precisi, intenti a fare il proprio lavoro, raccordandosi tra loro, e con i partiti, facendo funzionare le Strutture.
Raccordandomi a quanto detto dal Sen. Pastore, il quale ha detto che la grande capacità di fare politica, con uomini e donne appassionati e capaci, che la CdL sta dimostrando in Amministrazioni grandi e piccole, attraverso il confronto tra noi e con i nostri oppositori, non considerati come nemici, ma come avversari che rispettiamo, mi piace ricordare quanto pensavamo alla vigilia del passaggio elettorale del 16 Aprile 2000. Le indagini demoscopiche assegnavano alla CdL 18 punti di gap in favore del candidato di centrosinistra, quando in Transatlantico incontravo quotidianamente Giovanni dell’Elce e Sabatino Aracu, e discutevamo di quale potesse essere il candidato da contrapporre, alle Elezioni regionali, al Centrosinistra, non passava giorno che noi non ci abbracciassimo, e non dicessimo che ogni momento della giornata era stato ben speso perché pensavamo a come fare campagna elettorale.

Quella campagna elettorale l’abbiamo fatta vomitando sangue, pensando a come porgere agli elettori la forza del programma. Abbiamo fatto la campagna elettorale vincendo anche a Teramo, dove si diceva che io avrei perso; alle 11.30 di sera, dopo un comizio, ho chiesto ai miei amici dove si dovesse fare il successivo comizio (qualcuno mi voleva “ammazzare”…). A Teramo ho avuto 3.500 voti in più del sistema dei partiti. Grazie a Sabatini, che non ha mai avuto un attimo di perplessità dal momento in cui questo modestissimo candidato, ma appassionato servitore vostro, della CdL e dell’intero Abruzzo, ha pensato che si potessero superare i 18 punti di gap.

Questi 3 anni non sono passati invano. Abbiamo ereditato un tasso di disoccupazione del 10%. Oggi, siamo al 5%. Sappiamo che ci sono zone di sofferenza, sulle quali io e Giovanni Dell’Elce, che ringrazio per quello che fa, ci siamo impegnati. In queste zone di sofferenza, stiamo pensando di risolvere i problemi con l’aiuto del Governo. E’ quella che abbiamo chiamato la “vertenza Abruzzo per onestà intellettuale, per la difesa degli interessi del territorio. Si tratta di 5-600, 1.000 persone. Altrettanto non faceva, 4 o 5 anni fa, il Centrosinistra quando chiudeva la FARAD (680 persone), quando la Richard Ginori di Chieti chiudeva (700 persone), quando la Camicieria Adriatica (3.500 persone) chiudeva: nessuno del Centrosinistra si rivolgeva al Governo di Sinistra per chiedere cosa stesse facendo. Tutto questo gli operai lo sanno, e ci ringraziano. Anche ieri sera ho avuto il ringraziamento, l’apprezzamento per questa passione, per questo impegno da parte dei Sindacati tutti. A prescindere da quello che sarà l’esito, grazie al Governo Berlusconi, nella vertenza Abruzzo si sono potute risolvere numerosissime aree di criticità.

Abbiamo dimezzato il tasso di disoccupazione. L’Abruzzo è, per il PIL, la seconda Regione d’Italia dopo la Valle d’Aosta, 4 volte sopra la media nazionale. Nella nostra Regione, all’aumento del PIL si accompagna la nascita di nuove imprese: il saldo tra imprese che cessano e imprese che nascono è altamente positivo da 2 anni a questa parte. L’aumento del PIL si tocca con mano, si misura con 2 parametri visibili a tutti, pubblicati persino da “Il Centro”: l’Abruzzo è l’unica Regione d’Italia in cui aumentano consumi e depositi bancari, ed è la Regione del Centro Sud con il più alto reddito pro capite. In Abruzzo abbiamo dato l’avvio al riequilibrio territoriale, e siamo partiti con le Grandi Opere, sono stati appaltati i lavori della Dorsale Appenninica dell’A20 di L’Aquila (?) (c’è una sospensione per un ricorso al TAR, ma non ci possiamo fare nulla), sono in appalto i lavori lungo la Fondovalle Alento, lungo la SS 81 Teramo – Ascoli Piceno, lungo la strada Civitaluparella – Gamberale il tratto di Gamberale è appaltato, i lavori di costruzione della Variante Teramo Giulianova (3° lotto) sono stati consegnati e sono iniziati ( anche qui c’è un ricorso al TAR, ma si supererà), sono in appalto, da parte dell’Autostrada dei Parchi, i lavori del raddoppio della carreggiata lato Teramo dell’Autostrada, insomma, sono le opere per le quali ci eravamo impegnati, e i cantieri sono aperti.

Questa è una Regione viva, non ostanti le difficoltà europee e mondiali. E’una Regione che funziona, On.leAracu, grazie anche all’apporto del Tuo partito, grazie all’apporto dei Partiti di Centrodestra. Certamente si può fare, e si deve fare, di più, e meglio. Fare di più e meglio passa soltanto attraverso la nostra volontà, se mi consentite, la nostra intelligenza. Se siamo intelligenti, e facciamo le cose a cui pensava Andrea Pastore, i D’Alfonso di turno dovranno approntarsi ad attendere un’altra ventina d’anni (da qui a vent’anni, poi, vediamo che cosa succede).
Non dobbiamo regredire, perché con D’Alfonso Pescara regredisce. D’Alfonso sa fare marketing, ogni giorno esce sui giornali e dice che ha fatto le cose che abbiamo fatto noi. Se vogliamo fare in modo che questo non si verifichi, occorrono intelligenza, pazienza, rispetto, apprezzamento per le ragioni degli altri, e, soprattutto, umiltà, che è l’espressione migliore dell’intelligenza politica.

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