Giovanni PaceGiovanni Pace


Interventi come Presidente della Regione Abruzzo

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Francavilla Al Mare, 26 febbraio 2004
Discorso per Piano Regionale Integrato dei Trasporti



L’organizzazione del territorio la sua efficienza e qualità dipendono sempre più dalle reti di comunicazione e dai loro nodi di scambio.

Le infrastrutture della mobilità, sia quelle territoriali, che quelle locali, producono in concreto nuove relazione urbanistiche, nuove gerarchie funzionali, nuove localizzazioni industriali, commerciali, residenziali e del tempo libero.
Le politiche infrastrutturali sono oggi per estremamente settoriali e disarticolate pertanto necessario pervenire ad una visione unitaria di sistema e questo compito non più che essere affidato al Piano Regionale Integrato dei Trasporti.
Nel settore dei Trasporti l’azione della Giunta, in relazione alla pianificazione strategica regionale, tesa ad affermare gli obiettivi fissati nel Programma dell’Amministrazione Regionale, volti a:
· valorizzare l’immagine dell’Abruzzo nel contesto internazionale ed a potenziare la sua collocazione strategica nel sistema di comunicazioni nazionale ed europeo attraverso: la promozione di progetti di cooperazione decentrata gestiti dalla Regione per il rafforzamento dei collegamenti con l’Europa; il potenziamento del sistema dei trasporti finalizzato a valorizzare l Abruzzo come snodo strategico delle comunicazioni del Corridoio Adriatico e del raccordo Est - Ovest tra asse adriatico e asse tirrenico previi accordi istituzionali tra la Regione e le amministrazioni centrali per promuovere gli opportuni investimenti; il rafforzamento delle porte di accesso internazionali attraverso investimenti nelle infrastrutture puntuali di trasporto;
· migliorare i collegamenti fisici ed informativi tra i diversi centri urbani al fine di assicurare l’adeguamento del modello abruzzese di città diffusa alle nuove esigenze dello sviluppo economico e sociale;
· rafforzare i principali assi di comunicazione, sia in direzione Nord-Sud che in direzione Est-Ovest, favorendo la mobilità su ferro e aumentando le connessioni del sistema locale con quello interregionale, e la razionalizzazione dei trasporti interni attraverso:

Per quanto riguarda la direttrice adriatica, la Regione Abruzzo ha partecipato insieme alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Molise, e Puglia al progetto di corridoio plurimodale di trasporto denominato Corridoio Adriatico, con scenari di progetti riferiti ai grandi collegamenti viari, ferroviari, marittimi e aeroportuali che insistono lungo la direttrice di trasporto adriatica, ed anche oltre, in quanto i lavori di progetto hanno coinvolto anche la Grecia. Il Corridoio Adriatico un elemento strutturale delle relazioni fra l Europa comunitaria ed il MAGREB, il Mediterraneo Orientale ed il Mar Nero, ma al contempo un area transfrontaliera di scambio tra Est ed Ovest, che coinvolgerà in futuro anche l’Europa allargata ad Est attraverso le reti TEN e le autostrade del mare, progetto di sviluppo di cabotaggio marino delle merci basato sull’innovazione tecnologica.

Il Corridoio Adriatico non tuttavia solo una direttrice di sviluppo veloce, ma si relaziona ai modelli di sviluppo locale ed ai sistemi urbani gravitanti sul suo itinerario attraverso le porte di accesso al sistema dei porti, aeroporti, interporti assumendo le caratteristiche di una direttrice di sviluppo ed un contenitore di occasioni di business; al contempo esso deve cogliere l obiettivo di
decongestionare l asse di trasporto adriatico ai fini della riqualificazione del sistema urbano ed ambientale costiero. In questo senso la realizzazione degli interventi in esso previsti può contribuire allo sviluppo del turismo in Abruzzo, che si pone al centro del Corridoio Adriatico in una posizione strategica di cerniera tra il Tirreno e l Adriatico, tra il Mediterraneo orientale ed i Balcani il Mediterraneo occidentale.

Tutti gli obiettivi descritti possono essere raggiunti attraverso virtuose azioni programmatiche importanti come gli Accordi di Programma Quadro il DOCUP ed ora il Piano Regionale Integrato dei Trasporti.

Fra questi importanti obiettivi bisogna sottolineare il riequilibrio territoriale tra le zone interne e quelle costiere. Il potenziamento delle infrastrutture previste nel PRIT deve costituire la base per una effettiva ridistribuzione territoriale, all’interno della regione, delle opportunità di localizzazione delle attività economiche. Il completamento delle infrastrutture di trasporto costituisce infatti il pi
importante fattore di competitività territoriale, sia per il supporto che fornisce all’efficacia delle politiche di settore, sia per il fatto che detta le fondamentali condizioni per l assetto del territorio e del sistema regionale con l esterno. Entrambi poi rivestono notevole importanza nel riequilibrio tra aree deboli ed aree sviluppate della nostra Regione migliorando nelle prime l’accessibilità , la qualità della vita e garantendone l integrazione nel contesto territoriale complessivo e pertanto la piena partecipazione ai processi di sviluppo regionali.

Lo sviluppo delle aree interne passa anche attraverso l identificazione di strategie generali e nel contempo di misure specifiche per conciliare il fabbisogno di mobilità , e quindi anche di infrastrutture, con l obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti ed altri costi ambientali, creare cioè le condizioni per una “mobilità sostenibile”, Vorrei accennare in questa sede al problema connesso all’art3 della Finanziaria ed in particolare ad alcuni emendamenti, quelli che vanno dal 14 al 32, sui quali ho discusso con altro Presidenti di Regione, in relazione ai quali si parla della possibilità degli investimenti delle regioni in relazione alla loro capacit di indebitamento. Su tale disposizione in realtà io sono un poco preoccupato e sconsolato, anche per quanto riguarda il settore dei trasporti.

Infatti se dovesse passare questa logica che interpreta in maniera estremamente restrittiva l 119 riformato della Costituzione secondo la quale l indebitamento dell’Istituzione possibile se va di pari passo all aumento della parte attiva e solo relativamente a quella parte dell’attività o settore istituzionale che si va a indebitare, allora dobbiamo immaginare altri tipi di modelli, come le municipalità o le società operative che hanno un patrimonio autonomo rispetto a quello dell’Ente proprietario , in questo caso la Regione.
Vi informo che abbiamo sottoscritto un Accordo di Programma fra Regione e Governo Centrale relativo alle cosiddette Delibere CIPE , in particolare alle quattro — cinque che ci coinvolgono. Nel complesso degli interventi le Regioni potranno avvalersi delle premialità previste.

Noi siamo in grado di aprire i cantieri entro il 2003 sperando di poter beneficiare di quelle premialità . Così come ci sono stati riconosciuti 18 MEURO come premialità sul DocUP. Ma a proposito del DocUp speriamo che l’art.3 della Finanziaria possa essere eliminato se no non potremmo avere il cofinanziamento.
La crescita delle infrastrutture di trasporto e comunicazione deve necessariamente integrarsi da un lato con i Piani Territoriali sovraordinati quali i Piani Territoriali Provinciali e dall’altro sostenere la riorganizzazione dei sistemi urbani
Il potenziamento della modalità marittima di trasporto, e quindi il miglioramento della infrastrutturazione dei porti, anche per i servizi passeggeri, tendono ad un miglioramento della situazione quali-quantitativa del trasporto nella fascia del Corridoio, con la prospettiva di liberare gli assi stradali e le zone circostanti da quote rilevanti di trasporto merci su gomma di lunga percorrenza, con il benefico effetto di liberare spazi sulle infrastrutture per gli altri tipi di mobilità e
di migliorare le condizioni di uso dei territori adiacenti il fascio infrastrutturale adriatico, tutti di alto pregio turistico.

Per la realizzazione di tali obiettivi si possono individuare alcune azioni generali, che devono poi essere attuate con programmi e progetti, come il decongestionamento dell’asse di trasporto adriatico gomma ferro anche a i fini della riqualificazione del sistema ambientale costiero, la connessione
della costa con le aree interne e lo sviluppo delle connessione trasversali al classico sistema di collegamento a pettine che caratterizza l attuale rete infrastrutturale, realizzazione delle connessioni mancanti del sistema regionale di trasporto con le grandi reti di trasporto nazionale ed internazionale, integrazione modale e tariffaria del trasporto passeggeri ed informatizzazione dei sistemi di prenotazione e bigliettazione con introduzione anche di biglietti turistici, sviluppo in particolare delle relazioni di traffico marittimo ed aereo.

Le considerazioni fin qui esposte delineano per la nostra Regione una rappresentazione di sistema policentrico con un numero limitato di nodi e fortemente sbilanciato verso la fascia costiera. Gli interventi correttivi affidati al PRIT dovranno essere finalizzati a favorire la creazione di un sistema integrato urbano regionale con la valorizzazione degli attuali nodi secondari, con riequilibrio delle strutture insediative e rafforzamenti delle infrastrutture di collegamento. Tali interventi devono essere perseguiti attraverso la predisposizione delle necessarie infrastrutture non solo di trasporto ma anche telematiche per attivare un sistema di conoscenze che, aggregando i soggetti attivi della regione, permetta di monitorare e controllare le azioni applicate e contemporaneamente accompagnare l’organizzazione di un sistema reticolare di servizi per Enti, aziende e cittadini diffuso su tutto il territorio e capace di ridurre discriminazioni e barriere ponendo presupposti per una crescita omogenea e razionale di un unico ed integrato Sistema Urbano Regionale .

Concludendo, desidero ringraziare l’Assessore Amicone per l organizzazione di questo Convegno e per la concertazione che ha avviato con i principali attori regionali, consentendo che le linee guida che orientano lo svolgimento del PRIT siano state assorbite da tutti.

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