2004
Commissione Tributaria Regionale
Auguri di buon lavoro alla Commissione Tributaria Regionale, ai Magistrati Tributari d’Abruzzo che oggi inaugurano per la prima volta il loro anno giudiziario, un saluto e un augurio a nome del Governo regionale che ho l’onore di presiedere, ma anche mio personale. L’inizio di questo anno giudiziario tributario coincide con l’inizio di una nuova stagione tributaria fiscale che sarà contrassegnata dalla riforma tributaria. Possiamo giudicare questo passaggio di riforma come vogliamo, ed io sono consapevole che le svolte si prestano per la loro stessa natura a giudizi di segno diverso, ma non v’è dubbio che di riforma si tratta. E’ una riforma di ampio respiro come mai come quest’anno, dopo la riforma che è stata contrassegnata da quei 2 tempi, 1 gennaio 1973- 1 gennaio 1974. I Giudici tributari saranno chiamati a svolgere un lavoro prezioso. Quello che faranno nel futuro da questo momento in poi risentirà dell’attività delle Agenzie delle Entrate, le quali hanno un obiettivo che non è di poco conto, che è quello di ridurre il contenzioso fiscale, attraverso l’utilizzo di strumenti detrattivi, come l’accertamento con adesione, come l’autotutela che è stata introdotta anche in campo tributario. L’Amministrazione finanziaria si trasforma in organismo che, da prevalente contrasto del fenomeno dell’evasione (attività che svolgeva e che, ovviamente, continua a svolgere), assume la prevalente funzione di servire il contribuente, per svolgere prevenzione dell’evasione.
E’ una sfida, una sfida grande, alla quale abbiamo creduto tutti quanti noi facendo lavori diversi e tenendo le nostre posizioni in ruoli diversi, ma ci siamo impegnati in questa sede, ed in altre sedi, perché questa sfida avesse inizio, potesse partire. La sfida è partita; adesso, ovviamente, si deve vincere, si può vincere, se tutti quanti noi siamo consapevoli di questo passaggio democratico. D’altronde, l’attività delle Agenzie delle Entrate è iniziata, se non vado errato, nel 2001, ma le statistiche già ci consegnano dati che parlano di riduzione del contenzioso al di là di quella riduzione che automaticamente si è sviluppata per effetto dei condoni che sono stati licenziati.
I tributi locali potranno essere oggetto dello stesso tipo di attenzione, per cui potrà essere ulteriormente alleggerito il carico di contenzioso anche in questo settore, visto che questo carico consegue all’ampliamento delle competenze proprio nelle materie delle imposte degli Enti locali e delle tasse automobilistiche. Se il contenzioso diminuisce in quantità, resta in piedi in ordine alle fattispecie di più forte complessità. L’autotutela e l’accertamento con adesione hanno ridotto il contenzioso, ma restano in piedi delitti per fattispecie più complesse, più complicate, di più difficile lettura e, soprattutto, di più difficile interpretazione, in ordine alle leggi le quali hanno migliorato in termini di qualità, ma sono sempre incompiute. Io in altri momenti, in altri passaggi della mia esperienza non soltanto professionale, ma anche politica, mi dilettavo a leggere alcuni articoli di leggi fiscali e, insomma… Maurizio Leo allora aveva un altro compito, compito di grande respiro e di grande prestigio, nella Vostra amministrazione. Adesso è il Presidente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati; ma, Maurizio Leo, siamo tutti quanti impegnati a fare in modo che la lettura di queste leggi possa essere fatta come una carta da musica, possa essere fatta da tutti quanti coloro i quali hanno un interesse a dare una applicazione, e poi una interpretazione.
Non credo sia un problema che possa turbare il fatto che resti in piedi il contenzioso in ordine a una fattispecie più complessa, più complicata, con oggetti di più forte caratterizzazione specialistica. In sede contenziosa, i giudici tributari devono interpretare le leggi, devono applicarle, devono fare il loro mestiere, mestiere per il quale sono nati, per il quale sono bravissimi, lo esercitano con competenza, con grande passione, che io conosco, e sono lieto di riconoscere anche in questa sede, ricordando le mie frequentazioni in questi anni. Qual è l’impegno particolare (impegno che è parte dell’esperienza professionale del Giudice) a cui sono chiamati i giudici, da questo momento ancora di più? L’impegno è quello di coniugare, alle competenze sulle leggi, alla dimestichezza sulle leggi, la conoscenza in altri settori disciplinari, ad esempio, in merito alla contabilità delle aziende. Non è una novità per i giudici. Io ho conosciuto giudici che hanno trattato materia fallimentare. Conosco giudici che hanno trattato, in altri piani dei Tribunali, negli Uffici giudiziari, materia penale in ordine a fenomeni dei quali in questi giorni si sente parlare in maniera particolare, si pensi al crack Parmalat, e a casi consimili.
Questi Magistrati, che sanno di leggi, che devono avere nel loro DNA, nel loro curriculum, nella loro struttura culturale la capacità – e ce l’hanno- di capire le leggi e di interpretarle, hanno saputo imparare la contabilità aziendale e applicarla al loro lavoro. Ecco perché non sono preoccupato della necessità che i giudici tributari, quelli, diciamo così, togati, hanno, devono avere, per affrontare questa nuova stagione del contenzioso tributario. Questo anno giudiziario inizia insieme con la riforma tributaria, inizia insieme con la riforma del diritto societario, ed inizia insieme con l’utilizzo di strumenti che hanno lo scopo di eliminare la distanza tra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Questo è il secondo aspetto della nostra azione. Penso all’invio telematico delle Dichiarazioni, penso alla registrazione telematica di alcuni tipi di contratti, e penso all’assistenza diretta, non è più un fatto epocale, ai contribuenti cosiddetti minimi, di lungo raggio, da parte della P.A.
I giudici tributari sono attori importanti e principali dentro questo processo rinnovatore, perciò il mio augurio, Signori, il mio augurio, Presidente D’Angelo, di buon lavoro è accompagnato da sentimenti noti di apprezzamento e da quelli dell’ottimismo.

